Report annuale della malasanità in Italia: ecco il punto!

 

Quello che emerge dal 13° rapporto annuale di Malasanità di Marsh in Italia è un quadro preciso e dettagliato sulle condizioni di salute della nostra sanità.

Il rapporto di Malasanità 2022 analizza e studia le richieste di risarcimento danni su un campione di aziende ospedaliere e successivamente, sulla base dei dati raccolti, vengono mappate le zone di rischio più considerevoli, svolgendo poi un’analisi qualitativa e quantitativa.

Un metodo che offre un report dettagliato.

Sono 81 le aziende sanitarie prese in considerazione nel rapporto annuale di malasanità in Italia, in un arco temporale che va dal 2011 al 2021 e sono stati raccolti 32.511 sinistri e di questi 14.125 sono danni cagionati al paziente durante il percorso di cura, con un costo maggiore a 500,00 euro e con una media di 25 sinistri all’anno per struttura.

L’errore chirurgico è la prima fonte di rischio in termini di frequenza che è pari al 30% del totale dei sinistri analizzati, con un costo totale maggiore di 420.572.262 euro (pari al 30% dei costi analizzati).

Se consideriamo invece gli importi medi calcolati, l’errore da parto è quello più rilevante, con importi medi sicuramente più elevati stimati in 426.644 euro di costo, 472.045 euro di importi liquidati e 383.487 euro di importi messi a riserva.

Ostetricia e ginecologia è l’unità che impatta maggiormente a livello economico con 297.611.217 euro pari al 22,3% del costo totale dei sinistri analizzati.

Il report annuale conferma un trend in diminuzione delle richieste di risarcimento per malasanità che si registrano ogni anno per ogni singola struttura ma si conferma altresì un trend di aumento del costo medio per sinistro, pari a 116.944,67 euro.

Il liquidato medio per sinistro è pari a 84.283,28 euro invece il riservato medio per sinistro è pari a 171.839,93 euro.

Gli errori che rappresentano le principali fonti di rischio sono: l’errore chirurgico per il 38% dei casi, l’errore diagnostico per il 20%, l’errore terapeutico per il 9% e l’errore  per infezioni correlate all’assistenza per l’8%.

Invece le unità operative più a rischio sono l’ortopedia e la traumatologia con una percentuale del 21,86% dei casi, il pronto soccorso per il 13,05%, la chirurgia generale per il 12,82% e ostetricia e ginecologia per il 10,87%.

Il rapporto annuale di malasanità in Italia si interroga anche sull’impatto che hanno gli errori di terapia farmacologica sulle aziende sanitarie.

A questo proposito ricordiamo che l’OMS ha istituito il 17 settembre di ogni anno, la giornata mondiale della sicurezza dei pazienti che prevede iniziative di sensibilizzazione su questo tema ed è volta ad aumentare impegno e consapevolezza in questo ambito.

Infatti le procedure terapeutiche non sicure e gli errori di terapia sono una delle principali cause di lesioni e danni evitabili ai pazienti nel sistema sanitario di tutto il mondo. Il 13,6% dei sinistri riguarda soprattutto le unità operative del pronto soccorso e la medicina generale, seguite poi dalla chirurgia generale al 6%. Il costo medio per singola pratica è di 113.000 euro.

Le infezioni correlate all’assistenza rappresentano un fenomeno frequente e rilevante non solo per i sinistri ma anche per i costi ovvero per la degenza prolungata del paziente e  per i costi di cura. Il costo medio per singola pratica è di 122,862 euro e per il 60% appartengono all’area chirurgica e nel 19% dei casi provocano un decesso. L’unità operativa che registra un numero importante di richieste dei danni per infezione è l’ortopedia e la traumatologia con il 31% dei casi.

Se pensi anche tu di essere vittima di malasanità ed errore medico contattaci e il nostro pool di esperti valuterà il tuo caso.

Scarica il Medmal report del 2022

Dott.ssa Veronica Lupi